作词 : Francesco Santo 作曲 : Francesco Santo Il soffitto mi guarda, mi parla, domanda perché Io non veda il mio mondo dipinto, come fosse un quadro di Monet Il cielo si fa variopinto, che sembra un cliché La luce che cambia i colori come cattedrali di Rouen Che forse tutto ciò che vediamo, non rappresenta quello di cui siamo composti Troppo confusi ci dimentichiamo, che le cose esistono al di fuori dei nostri occhi Che forse tutto ciò che sentiamo, non è la stessa cosa che sentono gli altri Siamo individui collettivi ma cretini ed impulsivi che pensano di essere scaltri In un mondo in cui tutti vogliono vincere io voglio essere l'ultimo della fila Ma sono tutti troppo bravi a fingere, di riuscire a governare la propria vita Quindi tutti che si truccano il volto, indossano maschere senza saperlo Perché indossiamo sempre facce di altri, ci fingiamo maschere di Pirandello Il soffitto mi guarda, mi parla, domanda perché Io non veda il mio mondo dipinto, come fosse un quadro di Monet Il cielo si fa variopinto, che sembra un cliché La luce che cambia i colori come cattedrali di Rouen Che alla fine il mondo è solo un'impressione Una foto sbiadita ma con qualche colore Se guardi nel profondo vedrai che è un illusione La pretesa di sapere come vanno le cose Che alla fine il mondo, forse non ha un perché Chi lo cerca nella scienza, chi in un lancio del bouquet Chi corre, chi ascolta, chi balla su un parquet Chi cerca una risposta dentro a un quadro di Monet Il soffitto mi guarda, mi parla, domanda perché Io non veda il mio mondo dipinto, come fosse un quadro di Monet Il cielo si fa variopinto, che sembra un cliché La luce che cambia i colori come cattedrali di Rouen